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GE HealthCare ha presentato una serie di iniziative che puntano a rivoluzionare il modo in cui l’intelligenza artificiale viene applicata alla sanità. Tra le novità più interessanti, lo sviluppo di soluzioni basate su AI agentica, pensate per semplificare il lavoro dei clinici e migliorare la qualità delle cure, oltre alla collaborazione con il Mass General Brigham e la University of Wisconsin–Madison per perfezionare il foundation model per la risonanza magnetica, adattandolo a scenari clinici specifici.
L’AI Innovation Lab nasce con un obiettivo chiaro: accelerare la trasformazione digitale in sanità, passando dalle idee alla pratica.
“Non ci limitiamo a risolvere le sfide di oggi: investiamo per anticipare quelle di domani”, spiega Taha Kass-Hout, Chief Science and Technology Officer di GE HealthCare. “Oggi gli ospedali sfruttano appena il 3% dei dati disponibili[i]. Questo significa che il potenziale dell’AI è enorme: può alleggerire i carichi di lavoro, aumentare l’efficienza e generare risultati concreti per pazienti e operatori.”
La radiologia sta attraversando un momento delicato: la richiesta di esami diagnostici continua a crescere[ii], mentre le risorse disponibili non riescono a tenere il passo. Questo squilibrio si traduce in una forte pressione sui professionisti e in una sfida costante per garantire tempi e qualità adeguati [iii].
In questo scenario, GE HealthCare sta sviluppando il primo assistente diagnostico basato su AI agentica, progettato per essere integrato direttamente nei dispositivi e pensato specificamente per la radiologia.
Che cosa significa “AI agentica”? Non si tratta di algoritmi che si limitano ad analizzare immagini, ma di sistemi capaci di ragionare, pianificare e agire sotto supervisione umana. L’obiettivo è creare un software di orchestrazione che:
Parallelamente, GE HealthCare sta studiando come integrare queste funzionalità nei workflow clinici esistenti, sfruttando le piattaforme di enterprise imaging. La tecnologia si basa su modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), modelli visione-linguaggio (VLM) e agenti capaci di orchestrare processi end-to-end.
GE HealthCare ha avviato una collaborazione strategica con il Mass General Brigham e la University of Wisconsin–Madison per affinare il proprio foundation model dedicato alla risonanza magnetica, una tecnologia pionieristica annunciata lo scorso anno e addestrata su oltre 200.000 immagini MRI provenienti da più di 20.000 studi [iv].
Questa fase è cruciale per verificare quanto il modello possa adattarsi a scenari clinici e operativi reali. Le due istituzioni metteranno a disposizione i propri dati ospedalieri per testare e perfezionare la tecnologia attraverso il machine learning:
Quando si esegue una TC dell’addome, non è raro imbattersi in reperti inattesi, come una cisti renale non correlata al quesito clinico. Secondo uno studio recente, oltre il 47% delle TC addominali presenta scoperte accidentali [v]. GE HealthCare sta esplorando come un sistema basato su AI agentica possa trasformare questa criticità in un’opportunità di diagnosi precoce.
Il progetto prevede un assistente intelligente capace di:
L’integrazione con gli strumenti radiologici esistenti è pensata per snellire i flussi di lavoro, mantenendo il radiologo al centro: ogni referto viene validato prima della condivisione con i clinici. Le prime applicazioni si concentrano su fegato, milza, reni, surreni, lesioni ossee e noduli polmonari.
GE HealthCare sta lavorando a un’innovazione che unisce qualità diagnostica e sostenibilità: reti neurali progettate per consumare meno energia e ridurre la potenza di calcolo necessaria. Il focus è sulla imaging tomografico—che comprende TC, PET e SPECT—dove la ricostruzione delle immagini richiede normalmente cicli complessi e ripetuti di calcoli.
Le tecniche tradizionali, come la ricostruzione iterativa basata su modello, garantiscono immagini di alta qualità ma richiedono fino a 40 iterazioni. I primi risultati della ricerca mostrano che, grazie all’AI, è possibile scendere a solo 6 iterazioni. [vi] Inoltre, si studiano modelli gerarchici che, un po’ come fa l’occhio umano quando valuta la profondità, si concentrano sui dettagli più importanti, riducendo ulteriormente il carico computazionale.
Queste soluzioni potrebbero aprire la strada a ricostruzioni più rapide, maggiore precisione clinica e minore impatto energetico, con benefici tangibili sia per i reparti di radiologia sia per la sostenibilità delle strutture sanitarie.
GE HealthCare sta sperimentando l’uso della generative AI per migliorare i processi interni e supportare i field service engineers, i tecnici specializzati che intervengono negli ospedali per la manutenzione delle apparecchiature. L’azienda ha sviluppato un agente conversazionale multimodale che consente agli ingegneri di trovare rapidamente le informazioni necessarie, evitando di dover consultare manualmente migliaia di pagine tra manuali, log e documentazione storica.
Il sistema non solo sintetizza i dati, ma suggerisce le soluzioni più probabili e fornisce le fonti per una verifica immediata. Grazie ai primi risultati positivi, GE HealthCare sta lavorando a un’interfaccia comune basata su generative AI per accelerare lo sviluppo di funzionalità conversazionali su tutta la gamma di prodotti.
I progetti dell’AI Innovation Lab rappresentano il cuore di un percorso che unisce 125 anni di esperienza alla mentalità agile di una start-up, con l’obiettivo di affrontare le sfide più urgenti della sanità. Questa visione si inserisce in una strategia più ampia: diventare una realtà cloud-first, AI-powered e software-enabled, dove i dati diventano il motore di nuove scoperte e progressi clinici.
GE HealthCare investe da anni nell’intelligenza artificiale e oggi guida il settore con oltre 100 dispositivi autorizzati dalla FDA, mantenendo il primato per quattro anni consecutivi. Un impegno che conferma come l’AI non sia più un’opzione, ma una leva fondamentale per per innovare in sanità.
[i] https://www.gehealthcare.com/about/newsroom/press-releases/ge-healthcare-announces-careintellect-for-oncology-harnessing-ai-to-give-clinicians-an-easy-way-to-see-the-patient-journey-in-a-single-view?srsltid=AfmBOooOq94CQ8utrnGSIhQ4EZolMguXaa1DkBE3Y41zd24
[ii] https://www.diagnosticimaging.com/view/where-things-stand-with-the-radiologist-shortage
[iii] https://www.beckershospitalreview.com/radiology/how-systems-are-managing-the-radiology-shortage/
[iv] https://www.gehealthcare.com/insights/article/ge-healthcare-unveils-firstofitskind-mri-foundation-model?srsltid=AfmBOoq3RFcNtrSrElD2Dk5BzDVc9O09rHZUZwZDyIPBdqsyiSD5UTLk
[v] https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0328049
[vi] https://research.gehealthcare.com/in-the-device/sustainable-ai-in-medical-imaging-how-ge-healthcare-helps-pioneer-energy-efficient-neural-networks-for-ct-reconstruction/